Premio di poesia San Gaetano Catanoso

Ecco il bando della terza edizione del concorso di poesia dedicato a San Gaetano Catanoso. In fondo al testo è disponibile la versione scaricabile.

premio di poesia san gaetano catanoso

 

III° Premio di poesia “San Gaetano Catanoso”

Le Associazioni “La Voce del Sud”, “Gallicianò Centro Studi Grecofono”, “Amici del Volto Santo di San Gaetano Catanoso” ed “Il giardino di Morgana” indicono la seconda edizione del “Premio di poesia San Gaetano Catanoso” con l’intento di creare un momento di crescita culturale che divenga un appuntamento fisso nel calendario delle iniziative che si svolgono nel quartiere della città di Reggio Calabria in cui insiste il Santuario del Volto Santo di San Gaetano Catanoso, patrono della provincia reggina. Si intende, altresì, promuovere lo sviluppo e la diffusione dell’ars poetica come attività creativa capace di trasmettere emozioni, valori ma anche tradizioni, usi e costumi.

ART. 1

REQUISITI E MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

1. Al Premio possono partecipare tutti i poeti che abbiano raggiunto la maggiore età.

2. Le poesie ammesse al Premio dovranno essere scritte in lingua italiana, oppure in dialetto calabrese.

3. Tutti i dati inerenti l’autore e l’opera dovranno essere inseriti all’interno di una scheda di partecipazione e comunicati al seguente indirizzo di posta elettronica: amicisangaetanocatanoso@gmail.com. La scheda di partecipazione dovrà contenere: nome e cognome dell’autore, data e luogo di nascita, un indirizzo di posta elettronica ed un recapito telefonico per le comunicazioni ed il titolo della poesia.

4. Le poesie non dovranno in alcun punto recare indicazione del nome dell’autore o altro riferimento che consenta il riconoscimento di quest’ultimo. Il nome dell’autore con i relativi dati personali dovranno essere indicati sulla scheda di partecipazione.

5. Sono ammesse anche le poesie già premiate e pubblicate in altri concorsi, purché i diritti siano rimasti di esclusiva proprietà dei singoli autori.

Art. 2

SEZIONI

1. Il Premio si articola in due sezioni:

– Sezione A: poesia in lingua italiana a tema libero;

– Sezione B: poesia in dialetto calabrese a tema libero;

– Sezione C: poesia a tema specifico in lingua italiana;

– Sezione D: poesia a tema specifico in dialetto calabrese.

2. Ogni autore può partecipare con un massimo di due poesie.

Art. 3

TEMA PER LE SEZIONI “C” E “D”

  1. Per le sezioni “C” e “D”, ovvero le sezioni a tema specifico, le poesie dovranno riguardare il seguente argomento: “I luoghi di San Gaetano Catanoso: Chorio di San Lorenzo, Pentedattilo e Reggio Calabria”.

Art. 4

ONERI E SCADENZA

Per poter partecipare al concorso è necessario effettuare un versamento di euro 5,00, a titolo di oneri di partecipazione, per ogni poesia inviata, tramite bonifico intestato a:

LA VOCE DEL SUD – codice IBAN

IT47H0760116300000097306336.

  1. Le opere, corredate da una scheda anagrafica e dall’attestazione dell’avvenuto pagamento, dovranno pervenire entro il 15.04.2019 al seguente indirizzo di posta elettronica: amicisangaetanocatanoso@gmail.com oppure potranno essere consegnate, brevi manu, presso il Santuario del Volto Santo di San Gaetano Catanoso, contattando il numero: 3489308724. In tale occasione potranno essere pagati anche gli oneri di partecipazione.

  2. Info: amicisangaetanocatanoso@gmail.com oppure il numero 3489308724.

Art. 5

PREMI

  1. Verranno premiati i primi tre classificati per ogni sezione.

  2. Tutti i partecipanti riceveranno unattestato di partecipazione.

Art. 6

DATA DI PREMIAZIONE

La cerimonia di premiazione si terrà il 19 maggio 2019, alle ore 17,30 presso l’Auditorium del Santuario di San Gaetano Catanoso di Reggio Calabria.

Art. 7

 GIURIA

I componenti della giuria esaminatrice, formata da persone qualificate, saranno resi noti all’atto della premiazione. Il giudizio della giuria è insindacabile.

 

ART. 8

TUTELA DATI PERSONALI.

I dati personali dei partecipanti saranno tutelati in base al Decreto Legislativo n° 196 del 30 giugno 2003 ed all’art. 13 del GDPR 679/16. Tali dati non saranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo. Ciascun concorrente autorizza la pubblicazione gratuita delle opere inviate con il proprio nominativo. Le opere non saranno restituite e viene autorizzata l’Organizzazione del Concorso al trattamento dei dati personali finalizzati allo svolgimento del Concorso (D. L.196/2003).

Art. 9

ACCETTAZIONE DEL REGOLAMENTO

  1. La partecipazione al Premio implica la totale accettazione del presente regolamento. La mancata osservanza di un solo articolo di questo bando comporterà l’automatica e immediata esclusione dal Premio del trasgressore. La Segreteria del Premio si riserva la facoltà di modificare il presente regolamento, ove si verificasse la necessità di farlo.

  1. Per ogni eventuale comunicazione o chiarimento relativo alle modalità di partecipazione al concorso è possibile contattare il seguente indirizzo di posta elettronica: amicisangaetanocatanoso@gmail.com oppure il numero 3489308724.

III premio San Gaetano Catanoso

 

 

 

 

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San Gaetano Catanoso: un uomo divenuto Santo ed un quartiere in cammino.

Mi piace condividere con voi le riflessioni conclusive del mio intervento di introduzione storica alla figura di padre Gaetano, un piccolo prologo alla monumentale esposizione di Mons. Curatola (meglio Don Pippo, lui preferisce). I dati storici peraltro, sono già riportati su questo blog, perciò vi risparmi le lungaggini.

Buona lettura

Domenico Guarna

Una città, la nostra, dove spesso si sente dire che padre Gaetano è il primo Santo Reggino, dove anche questa frase che sembra essere gioiosa, una vera manifestazione d’orgoglio, e bene questa frase contiene due ordini di errori, uno storico, perché la nostra cultura cittadina, fu imbevuta dell’operato dei tanti santi italo-greci come san Cipriano di Calamizzi, i due Sant’Elia , Sant’Arsenio ad Armo, San Leo, e tanti altri, a testimoniare che la nostra terra ha prodotto nei secoli menti brillanti che necessitano di essere studiate, approfondite e prese ad esempio, un po’ come Padre Gaetano.

Il secondo errore nella frase il primo santo dei Reggini, è che oggi san Gaetano, è Santo di tutto il mondo, chiaro che questo non deve essere valutato in senso negativo, la connotazione territoriale è importantissima, e non va mai tralasciata, ma abbiamo il compito di lavorare localmente per far conoscere questa figura oltre i confini provinciali.

In conclusione, vi confesso che in questi giorni, ho avuto qualche difficoltà nel trovare uno spunto di riflessione adatto alle conclusioni, forse perché mi ostinavo a voler nuovamente guardare al passato, ma per una buona comprensione di questa figura storica come della storia in generale, che deve sempre essere magista vitae, cogliendo gli insegnamenti e tornare a guardare poi verso il futuro.

Il suggerimento mi è giunto involontariamente dalla cara Suor Daniela, che mi ricordava dell’inaugurazione a Gioia Tauro di una nuova chiesa parrocchiale, dedicata al Santo Catanoso.

E bene, quella chiesa, sorge su di un terreno confiscato alla ‘Ndrangheta, e mi voglio solo limitare a riportare le parole di Monsignor Francesco Milito, vescovo di Oppido-Palmi:

“Questo luogo (si riferisce alla nuova chiesa inaugurata venerdì 20) che un tempo è stato luogo di mafia, ora, sottratto a un possesso iniquo, è stato riscattato, benedetto, dedicato al Signore, luogo Santo dove c’è posto solo per le cose Sante. Da luogo di illegalità a luogo Santo».

Peraltro quella diocesi è da tempo impegnata nella lotta alla criminalità organizzata, in un territorio non certo facile, con atti concreti come la gestione di beni confiscati, come la creazione della cooperativa Valle del Marro, o come la meritoria azione portata avanti da Don Pino Demasi o Don Giacomo Panizza.

L’iter che ha portato alla costruzione di quella chiesa è stato lungo e tortuoso, un po’ come la vita terrena di Padre Gaetano, pensate che la prima pietra di quella chiesa è stata presa dalla casa natale del Santo a Chorio.

Come vedete ancora oggi l’esempio di Padre Gaetano di resistenza a logiche sbagliate, la voglia di progettare e costruire per il bene della comunità, irradia ancora le opere che nel nome del Santo vengono portate avanti… E’ questa l’eredità che dobbiamo far nostra e tramandare alle generazioni future… Grazie.

Una breve riflessione su Padre Catanoso

Questa settimana per pillole di storia, mi piace riportare la riflessione fatta sull’uomo Gaetano Catanoso pronunciata in occasione della ricorrenza del 54′ anniversario della sua scomparsa.

Una piccola goccia lo so, il lavoro per far conoscere questa figura umana straordinaria è tanto, ma i grandi viaggi iniziano un passo alla volta.

Buona lettura

Domenico Guarna

 

Prima di passare ad una riflessione storica sulla figura dell’uomo Gaetano Catanoso, mi soffermerei su qualche breve cenno biografico.

Padre Gaetano, perché è così che tutti lo conoscono, come padre, nasce a Chorio di San Lorenzo il 14 febbraio del 1879 ed entra in seminario all’età di 10 anni.

Viene ordinato Sacerdote nel 1902 dal’ Arcivescovo Cardinale Gennaro Portanava, dopo un mese gli venne conferito l’incarico di Prefetto del Chiericato del seminario fino al 1904, data in cui venne nominato parroco di Pentedattilo dove rimase fino al 1921.

Nel 1921 venne trasferito nella parrocchia della Purificazione, La Candelora a Reggio.

Padre Gaetano, si iscrisse dal 1919 all’arciconfraternita di Tours in Francia, la confraternita dei missionari del Volto Santo.

Fonda nel ’20 il periodico “Volto Santo” che rimase in vita per 25 anni, ed è anche grazie a quel periodico che molti scritti e quindi il pensiero del Padre, ci sono pervenuti in via diretta.

Strinse in quegli anni una sincera amicizia con un’altra figura fortemente carismatica che operò in quest’area della città, con Don Orione, sostenendo l’Opera Antoniana. Un’area della città che viene vista periferica agli occhi dei moderni ma che nei secoli, ha sempre avuto riconoscimenti significativi, la fondazione della prima polis, l’operato di due Santi in epoca molto recente.

Dal ‘22 al ’49 fu Padre Spirituale dei Seminaristi, fu nominato canonico penitenziere della Cattedrale ed aiuto cappellano del carcere e dell’ospedale Riuniti.

Nel ‘34 la sua opera forse più famosa, fonda l’istituto delle Suore Veroniche del Volto Santo.

Il Santuario dove oggi ci troviamo, fu progettato dalla scuola d’arte del “Beato Angelico” di Milano dall’architetto Don Valerio Vigorelli. Il Terreno fu acquistato nel 1961 (ed è lo stesso Padre Gaetano che racconta l’aneddoto dell’acquisto del terreno in occasione del suo ottantesimo anniversario a Chorio, ricordando come un giorno nella chiesa della Candelora… e cito, un signore mi domandò il favore di una messa da celebrare per l’anima della sua signora nel trigesimo della morte. Io risposi subito di Sì e quello che aveva ricevuto rifiuti da altri, rimase sorpreso della mia affermazione semplice e confidenziale. Mi disse: scusate, signor canonico, e se quel sacerdote non dovesse venire? Voi non avete avete avvisato nessuno.

Quel sacerdote che io dico, risposi, se ha la febbre a quaranta non ci viene, ma a quaranta meno una lineetta ci viene.

E chi è questo sacerdote? Sono io.

Quel poveretto rimase un po’confuso… voi signor Canonico?

Voi credete che sono l’arcivescovo? Sono un sacerdote come tutti gli altri

Iniziò così la conoscenza con il proprietario del suolo sul quale venne edificato l’edificio dove oggi ci troviamo, tale Don Peppino Vadalà di S. Pantaleone che cedette il terreno quasi regalandolo).

Padre Gaetano però non vide nella sua vita terrena l’ultimazione del Santuario, la cui costruzione terminò nel 1972.

Padre Gaetano infatti si spense il 4 aprile del 1963, i funerali furono celebrati in Duomo da Mons. Ferro il 5 di aprile.

Viene dichiarato Beato il 4 Maggio ’97 e Santo il 23 ottobre 2005.

I miracoli che gli vengono attribuiti sono: la guarigione dall’asma criptogenetica di suor Paolina Ligato e la guarigione da meningite meningococcica della signora Anna Pangallo.

Questa, in breve la vita di Padre Gaetano, ma da queste poche notizie non può certamente trasparire la grandezza sociale, umana di quest’uomo, a questo posso fermarmi, da storico mediocre, all’uomo, all’esempio.

Un uomo nato da contadini, anche se piccoli proprietari, che ultimo, che povero, restò sempre tra i poveri, in territori aspri, isolati, pensiamo a cosa doveva essere vivere a Pentedattilo o a Chorio tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 o a Reggio dopo del terremoto o dopo i bombardamenti del secondo conflitto mondiale.

Ebbene, quello che lui fece in vita ci deve servire da esempio, aldilà dell’aspetto fideistico che sarà sicuramente altrettanto grande…

Fu uomo di progetto, fu uomo del fare concreto e non di parole sterili, con niente in mano riuscì a creare qualcosa di durevole nel tempo… capì la necessità di educare gli occhi al bello della vita, capì la necessità dell’istruzione e del lavoro.

Fu un uomo che a 80 anni compiuti, dopo aver scherzato sulla sua età, non considerandosi vecchio, parlò dei progetti dei successivi 13 anni immaginando di arrivare a 93 o anche a 100 anni, per vedere il braccio maschile, quello sacerdotale, mettersi in gioco alla stregua delle Suore Veroniche.

Ed oggi questo non costituisce un esempio? In una città dove le idee progettuali mancano ai giovani, un uomo in un periodo sicuramente non felicissimo, continuava a progettare all’età di 80 anni.

Una città, la nostra, dove spesso si sente dire che padre Gaetano è il primo Santo Reggino, dove anche questa frase che sembra essere gioiosa, una vera manifestazione d’orgoglio, e bene questa frase contiene due ordini di errori, uno storico, perché la nostra cultura cittadina, fu imbevuta dell’operato dei tanti santi italo-greci che operarono tra l’800 ed il 1000 d. C. come san Cipriano di Calamizzi, Sant’Elia eremita a Palmi, sant’Arsenio ad Armo, San Leo, e tanti altri a testimoniare che la nostra terra non è abitata da persone brutte, sporche  e cattive, anzi le vette raggiunte da questa città hanno solo bisogno di essere riscoperte, un po’ come padre Gaetano.

Il secondo errore nella frase il primo santo dei Reggini è che oggi san Gaetano, come ama spesso ripete, un altro Gaetano, molto più vicino a noi, è Santo di tutto il mondo.

In conclusione mi piace citare una frase di Padre Gaetano, “Tutti dobbiamo, possiamo farci santi. La santità non consiste nel compiere grandi cose, ma nell’amare Dio e il prossimo, compiere ogni giorno tutto per amore nel LUOGO e nel modo che Dio ci pone, la santità è anche saper vivere insieme, facendo del bene a tutti…”

Ecco facciamo nostre queste parole, in questo forse troppo diviso quartiere, “amore nel luogo” e la santità è vivere insieme.